lunedì 8 febbraio 2016

Sangue del mio sangue ( Marco Bellocchio , 2015 )




Blood of My Blood (2015) on IMDb
Giudizio: 6.5/10

E' nel buen retiro di Bobbio, dove Marco Bellocchio ha istituito il suo laboratorio-scuola cinematografica, che si svolge il racconto bicefalo di Sangue del mio sangue, l'ultima fatica del regista italiano, uno tra le personalità del nostro mondo cinematografico rimasta a testimoniare il passaggio dall'epoca d'oro del cinema a quella moderna tutt'altro che  indimenticabile; è proprio nella sua cittadina natale che prende il via la storia ambientata nel 600 che vede protagonista una monaca accusata di stregoneria che col suo patto satanico avrebbe sedotto e portato a morte per suicidio un prete, il cui fratello, uomo d'armi e d'onore, vuole riabilitare permettendogli così una sepoltura cristiana. 


Il prode Federico però è circuito dalla monaca che deve superare i più atroci supplizi per dimostrare la sua innocenza: vendetta e seduzione, rimorso e passione si impadroniscono dell'uomo , ma la legge ecclesiastica è spietata e non accetta debolezze; la monaca sarà murata viva e vivrà nell'angusto spazio per espiare le sue colpe.
Cinquecento anni dopo il convento che fu il teatro di quella storia è diventato quasi un rudere al cui interno vive nascosto un misterioso conte che come un anacoreta ha abbandonato il mondo per vivere segretamente isolato, in contatto solo coi membri di una misteriosa società che sembra governare le sorti del piccolo centro urbano.
A quella porta bussa un presunto ispettore della Regione intenzionato a vendere il rudere ad un misterioso magnate russo; stavolta sarà la forza del potere occulto , del sottobosco dell'intrallazzo italico a mettere le cose a posto.

Al primo impatto appare francamente quasi incomprensibile la scelta di dividere il film in due storie di fatto slegate e senza alcun nesso che non sia Bobbio e il convento in rovina; nella prima parte sicuramente la più bella e affascinante dove Bellocchio da sfoggio di tutta la sua bravura alla regia appare chiaro l'astio verso l'istituzione ecclesiastica contrapposta alla forza delle passioni e alla incapacità dell'uomo a governare tale tripudio di sentimenti; nella seconda porzione del film, decisamente meno convincente, attraverso le manovre nel buio del conte e della sua congrega, Bellocchio mette in mostra quello che è uno dei modi operandi della società italiana: il clan locale che regola, muove i fili, decide, impasta e ricompone in nome di una salvaguardia che non è più forza di sopravvivenza ma precisa organizzazione.
Però con un parallelismo forse non convincente al massimo ma chiaro, il piccolo refrain della storia seicentesca e il finale della storia del conte dimostrano come  la forza delle pulsioni passionali è sempre in agguato nell'animo dell'uomo pronta a stravolgere i disegni e le trame, siano essi divini  o umani.
Nel suo complesso Sangue del mio sangue è lavoro che presenta una buona ambientazione, atmosfere belle, quasi unicamente nella prima parte, ma che soffre di questa dicotomia che appare però forzata e tenuta insieme in maniera precaria.
Il cinema di Bellocchio c'è tutto indubbiamente, però privo di quella forza inesauribile che il regista ha saputo profondere in altri suoi lavori e anche valutando il cast e la genesi del film viene quasi da pensare ad una pellicola nata  per gioco nella quale esperienze personali e meditazioni filosofiche si rincorrono senza però dare mai un senso compiuto alla storia.
Al di là della fitta schiera di figli , fratelli e affini presenti nel cast, la palma di migliore interprete in assoluto, e conferma della sua bravura spesso poco riconosciuta,va senza dubbio a Roberto Herlitzka, attore che come pochi sa ipnotizzare con la sua forza di recitazione.

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