mercoledì 21 dicembre 2016

Wang Mao / 我不是王毛 ( Zhao Xiaoxi / 赵小溪 , 2014 )




Wang Mao (2014) on IMDb
Giudizio: 7.5/10

Presentato al Festival di Shanghai nel 2014, Wang Mao solo nello scorso marzo ha visto la luce nelle sale cinesi; film indipendente a basso budget di un regista neppure tra i più conosciuti, è però un esempio tipico di lavoro intelligente che mostra un suo stile peculiare.
Ambientato nell'epoca dell'invasione giapponese nel nord ella Cina, il film si apre con il ritorno a casa di Gou Sheng, presso la famiglia adottiva che lo accolse alla morte dei genitori; il ragazzo ha trascorso 10 anni al Tempio Shaolin per imparare le arti marziali, ma in effetti , come riferisce, ha soltanto trasportato acqua per tutto quel tempo.
Guo Sheng ha solo un aspirazione nella vita: sposare Xinger la sorella adottiva per la quale il padre richiede però in dote una casa da costruire; quando l'Armata Nazionalista arriva nel villaggio per reclutare uomini da mandare al fronte il padre di Xinger propone a Guo Sheng di partire in guerra al posto del fratellastro Wang Mao, un sempliciotto mezzo scemo, e al ritorno potrà sposare la ragazza; l'arruolamento inoltre consente al protagonista di guadagnare qualche soldo per le future nozze.


Sopravvissuto quasi miracolosamente alla disfatta delle truppe nazionaliste Guo Sheng torna in paese, dove , tra l'altro, deve far fronte alle pretese su Xinger del capobrigata di villaggio, il tipico opportunista che si fa forza del ruolo di piccolo potere che ha.
Stavolta è l'esercito cinese fantoccio dei giapponesei che cerca reclute e Guo Sheng riparte in guerra intascando ancora qualche soldo, sebbene anche stavolta fugga ben presto, rifiutandosi di sparare contro i suoi connazionali.
Infine è la volta dell' Armata comunista , ma stavolta in Guo Sheng c'è forse anche qualche altra motivazione che lo spinge ad arruolarsi.
Nonostante il tono generale da commedia che anima il film il finale è all'insegna del dramma profondo e della inevitabile iniezione di retorica nazionalista antigiapponese.

Girato interamente in un bianco e nero molto classico, tranne gli ultimissimi minuti, il lavoro di Zhao Xiaoxi richiama subito alla mente un modello impegnativo al quale si ispira in maniera netta: come non pensare al capolavoro di Jiang Wen Devils on the Doorstep ? Stesso tono da commedia a volte nera, stessa scelta cromatica, stessa esplosione drammatica alla fine; certo manca quella verve visionaria che anima l'opera di Jiang, tratto distintivo della cinematografia del regista, ma Zhao Xiaoxi ha il pregio di sapere comunque infondere nel film un suo stile, una ambientazione caratteristica, una certa ingenuità di racconto che si  fonda soprattutto sulla divertente e  a volte ironica descrizione delle armate nazionaliste e comuniste, sui personaggi che sembrano capitati in quel contesto storico quasi per caso e soprattutto sulla figura del povero contadino provincialotto travolto dagli eventi della guerra , un po' come capitava al protagonista di Cow di Guan Hu, altro film cui Wang Mao a volte sembra rivolgersi; insomma il tema del poveraccio che si ritrova in una guerra che non ha scelto di combattere ma che  inevitabilmente deve fare riesce ad essere ben sviluppato.
La scelta di creare una atmosfera da commedia ricca di dialoghi sagaci, di situazioni comiche e di personaggio quasi caricaturali che sfocia repentinamente nel dramma profondo e nella riflessione quasi trascendentale fa sì che Wang Mao mantenga sempre un ritmo godibile e che la storia si costruisca con intelligenza.
Un piccolo film quindi, verrebbe da dire quasi artigianale, ma che sa regalare bei momenti, anche grazie alla faccia molto cinematografica di Wang Dazhi nel ruolo del protagonista con i suoi tratti da sempliciotto campagnolo travolto dagli eventi.

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