sabato 11 marzo 2017

Frantz ( Francois Ozon , 2016 )




Frantz (2016) on IMDb
Giudizio: 8/10

La Grande Guerra è appena finita, in ogni angolo d'Europa, anche il più sperduto, si piangono i morti, giovani mandati a combattere una guerra di trincea che rimane ancora oggi il più sanguinoso conflitto della storia dell'umanità; il fronte francese ha prodotto morti, distruzioni e un odio strisciante tra Francia e Germania che da sconfitta ha dovuto subire la durissima e umiliante legge del vincitore.
In un piccolo villaggio tedesco Anna ogni giorno visita il cenotafio dell'amato Frantz, suo promesso sposo , morto in battaglia sul fronte francese; la giovane vive coi genitori del ragazzo che la hanno adottata come figlia, un modo per tenere accanto a sè un ricordo tangibile del figlio.


Un mazzo di rose trovato sulla tomba, la visita di uno straniero al cimitero prima e alla casa dei genitori di Frantz rinfocola il ricordo del defunto: Adrien , un giovane francese che si presenta come un amico di Frantz ai tempi della sua permanenza a Parigi, viene a raccontare , come estremo omaggio all'amico, le loro giornate parigine tra i quadri del Louvre e le feste danzanti quasi a riportare la sua immagine per una volta ancora nella sua famiglia.
L'uomo ben presto riesce a fare breccia nell'ostilità del padre di Frantz che vede in lui, in quanto francese, uno degli assassini del figlio, e nella ritrosia della ragazza: la sua presenza riesce a far rivivere il ricordo del giovane tedesco morto, alleviando il dolore.
Quando con la consueta costruzione narrativa che contraddistingue i suoi lavori, Ozon riesce a instillarci la convinzione che fra i due ragazzi ci fosse un legame che andasse oltre la semplice amicizia, tematica omosessuale sempre più o meno esplicitamente presente nei lavori del regista francese, questi con un autentico colpo di scena ribalta tutta la prospettiva così armoniosamente creata fino a quel momento, in favore di un altro dei capisaldi del suo cinema: la menzogna.
Se la menzogna, il dubbio e l'ambiguità sono sempre stati per Francois Ozon il grimaldello per compenetrare in una società borghese perbenista ed ipocrita, in Frantz, lavoro in costume e storico, diventano gli strumenti con i quali costruire un racconto fatto di pietas e di consolazione, quasi come un inganno che si costruisce lentamente per mantenere una situazione che porti a lenire le pene nascondendo la verità dolorosa.

Frantz è un lavoro che vive sulla menzogna ( prima di Adrien e poi di Anna) , sulle pulsioni ( il revanscismo tedesco, l'odio tra i popoli e l'attrazione di Anna per Adrien) e sull'ambiguità che si fondono a creare un racconto unitario di grande efficacia nel quale il regista francese non manca di far sentire il suo pensiero pacifista; Frantz è anche un film sulla memoria storica, sulle colpe storiche di chi mandò i propri figli in trincea per nutrire il nazionalismo:  " Non sono i francesi che hanno ucciso i nostri i figli e neppure i tedeschi che hanno ucciso i figli dei francesi, siamo stati noi, i loro padri, ad ucciderli mandandoli in guerra col nostro folle nazionalismo" afferma il padre di Frantz ai suoi compaesani animati dall'odio antifrancese.
Quest'ultimo è fra tutti i film di Ozon probabilmente il più maturo, quello in cui riesce a fondere in maniera armonica i suoi consueti temi legati all'identità ambigua, all'inganno , al conformismo e alla perdita con tematiche a più ampio respiro che vanno a scavare anche nella Storia.
Il risultato è un opera di grande ambizione, dallo sguardo vasto, costruita con una tecnica cinematografica raffinatissima, soprattutto nella alternanza del bianco e nero e del colore che tracimano uno nell'altro in maniera spesso lentamente progressiva; grazie ad una regia magistrale Ozon sa infondere in Frantz la pietas e la morte, la vita e la rinascita, magnificamente cristallizzati nella scena finale davanti al Suicido di Monet al Louvre dove Anna si ritrova, proprio il quadro che Adrien aveva detto essere il preferito di Frantz.
Insignita a Venezia del Premio Mastroianni come migliore attrice emergente Paula Beer regge bene il personaggio di Anna con una interpretazione matura ed intensa, mentre Pierre Niney risulta meno convincente nel tormentato ruolo di Adrien.



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