mercoledì 10 gennaio 2018

Loveless ( Andrey Zvyagintsev , 2017 )




Loveless (2017) on IMDb
Giudizio: 9/10

Una coppia in crisi, due genitori che sembrano non avere il minimo riguardo e attenzione per il loro figlio adolescente, entrambi impegnati nella illusoria ricerca di una nuova vita con partner differenti , ma nonostante questo ogni loro incontro, da separati in casa , è una occasione per lanciarsi frecce avvelenate, offese e insulti, preoccupati solo dall'idea di liberarsi di quel figlio che nessuno dei due ha mai veramente voluto.
Un giorno il ragazzo scompare e la sola scena in cui i due si accorgono dopo molto tempo della sua scomparsa, naturale deriva di un ruolo genitoriale dal quale hanno abdicato quasi per dispetto reciproco, ci disegna alla perfezione la situazione che sta alla base dell'ultimo lavoro di Andrey Zvyagintsev, autore russo tra i più affermati e considerati del panorama contemporaneo.


Ad aiutare ( si fa per dire...) i due genitori non è tanto una polizia impantanata nella burocrazia quanto una organizzazione volontaria per la ricerca delle persone disperse: tra i due l'astio e il rancore cresce, ognuno incolpa l'altro , ma nel loro profondo sembrano addirittura sollevati dalla rimozione del problema figlio; lei può languidamente gettarsi tra le braccia del suon nuovo uomo, un riccone che le fa intravvedere un futuro agiato, lui con la sua nuova compagna dalla quale aspetta anche un figlio.
Il dramma del ragazzino scomparso ben presto si trasforma in quello dei genitori, una tragedia che vede nella sconfitta senza via d'uscita di entrambi l'epilogo.
Abbiamo letto miriadi di riferimenti metaforici al lavoro di Zvyagintsev, alcuni francamente forzati, ma è fuori di dubbio che Loveless è lavoro che guarda all'intima tragedia per riflettere sulla condizione di un paese e di una società interi: sta proprio qui la grandezza del film , capace come pochi sono stati in grado di fare di presentare l'aspetto più profondo di un popolo dapprima ubriacato dalla caduta dell'impero sovietico, quindi confuso e privo di riferimenti ed ora ripiegato su un egoismo e un individualismo aberrante, quasi un fenomeno di rimbalzo dopo l'uscita dal collettivismo che annientava l'individuo.

Sono i genitori del ragazzino i primi ad essere privi di morale ed etica, avviluppati nel loro egoismo (il padre che teme col divorzio per il posto di lavoro, la madre che pensa ai mari tropicali dove trascorrere le vacanze con il nuovo compagno), interessati soltanto a liberarsi di un figlio che non hanno mai voluto e privato di sentimenti amorosi trasformato in un peso; c'è un passato che incombe e che il regista ci presenta nel riferimento frequente all'edilizia di tipo popolare-intensiva e ai vecchi ruderi dell'era sovietica (quello dove il ragazzino andava a nascondersi col compagno di giochi), una totale mancanza di coscienza sociale e di empatia cui si oppone solo l'organizzazione volontaria cui si rivolgono i due genitori per cercare il figlio.
La sparizione del ragazzino diventa una prova biblica per i due genitori, uno spietato confronto col loro fallimento personale per dimostrare il grado di mostruosità cui spinge l'egoismo e la mancanza di responsabilità.
Chiaro che la metafora sulla grande madre Russia che abbandona i suoi figli per correre dietro al benessere e al materialismo capitalista è fin troppo chiara e condivisibile, ma sono il rifiuto della responsabilità soggettiva e la ricerca egoistica dei propri obiettivi schivando qualsiasi ostacolo che costituiscono il cuore pulsante di Loveless, un film dove manca l'amore, l'empatia, la solidarietà, dove il grigiore dei palazzi giganteschi divora il cuore e crea l'orrore, quella aberrazione che il regista con un solo brevissimo frammento del film ci sbatte in faccia: il pianto sommesso nascosto nel buio del ragazzino muto spettatore suo malgrado dell'ennesimo atto di bestialità dei suoi genitori.

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